Carta d'Identità di San Giovanni Bosco

In occasione della sua festa ci sembrava doveroso dedicare qualche riga sul nostro sito alla memoria di don Bosco,  fondatore dell'oratorio e protettore di giovani e ragazzi. Ecco a voi la...

Carta d'identità di s. GIOVANNI BOSCO 

 

Nome: Giovanni

Cognome : Bosco

 

Data e luogo di nascita : Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 in una modesta cascina, nella frazione collinare I Becchi di Castelnuovo (Torino), figlio dei contadini Francesco Bosco e Margherita Occhiena.

Quando Giovanni aveva soltanto due anni, il padre contrasse una grave polmonite che lo condusse alla morte, a soli 33 anni. Francesco Bosco lasciò così la moglie Margherita vedova con tre figli da accudire (Antonio, Giuseppe Giovanni), oltre alla madre del marito,anziana ed inferma. Furono anni molto difficili per la famiglia, molta gente morì a causa della fame e delle epidemie. Mamma Margherita e i suoi figli riuscirono a sopravvivere solo comprando a caro prezzo un po' di grano dal sacerdote del paese.

Professione:  Fin dalla tenera età di 9 anni Giovanni espresse il desiderio di diventare sacerdote, un sogno che a causa delle ristrettezze economiche della famiglia rischiò di infrangersi. Grazie all'amicizia con un anziano sacerdote riuscì a ottenere i soldi necessari per gli studi e nel 1835 all'età di venti anni fece il suo ingresso nel seminario di Chieri. Il 5 giugno 1841 venne ordinato sacerdote e poco dopo iniziò la sua missione al servizio dei giovani più disagiati di Torino.

Segni particolari: Primo tra tutti i segni particolari di don Bosco è senza dubbio la sua generosità, al servizio del prossimo. Fin da piccolo era consuetudine di Giovanni donare quel poco che aveva ad amici con più difficoltà di lui. Una generosità che caratterizzo tutta la sua vita rivolgendo il suo sguardo soprattutto hai giovani. La sua passione educativa lo portò ad avvicinare sempre più ragazzi, tra i quali Domenico Savio. I primi affollati incontri non avevano un posto fisso. Solo nel 1841 don Bosco si stabili con i suoi ragazzi sotto una tettoia vicino ad un prato dando vita al primo Oratorio che con il passare del tempo divenne sempre più un luogo di formazione ed aggregazione. Inoltre don Bosco è famoso per la sua furbizia e abilità nei giochi di prestigio, che utilizzo in più occasioni per allietare i suoi pomeriggi.

Data di morte: Don Bosco morì all'alba del 31 gennaio 1888 ed è attualmente sepolto nel Santuario di Maria Ausiliatrice. Chiave di tutta la sua opera educativa fu un profondo amore per i giovani. Il 2 giugno 1929 Papa Pio XI lo beatificò, dichiarandolo santo il 1º aprile 1934, giorno di Pasqua.

Curiosità: di seguito sono riportati 3 simpatici avvenimenti della vita di don Bosco.

Un giorno si presentò a don Bosco un individuo, chiedendo di confessarsi.
Il Santo subito l'accolse con premura, e gli domandò: - Quanto tempo è che non vi confessate?
- Sono dieci anni.
- Allora - continuò il Santo - datemi dieci lire. - Ma perché?! ho sempre sentito dire che per confessarsi non si paga nulla.
- E se per confessarsi non si paga nulla perché mai voi avete aspettato dieci anni?
Quel tale alzò gli occhi confuso, e vedendo don Bosco sorridere, esclamò: - Ha ragione, Padre; d'ora innanzi, non sarà più così.

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Nel 1884, essendo ospite del Vescovo di Pinerolo, un giorno quel prelato dovette assentarsi e lasciarlo solo. Giunta l'ora del pranzo, don Bosco chiamò il cameriere e il giardiniere e li invitò gentilmente a sedere a mensa con sé.
Quelli si profondevano in mille scuse, ed egli: - O così... o niente pranzo! Forse che non dovremo stare insieme per sempre nel santo Paradiso?

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Ogni volta che gli capitava di incontrarsi con qualche suo allievo o conoscente che, per trascuranza o per inavvertenza, non lo salutava, faceva suo il fatto attribuito a san Filippo Neri, ossia lo fermava e gli diceva: - Amico, perché quel chiodo sul cappello? L'amico prendeva in mano il cappello, e girandolo e rigirandolo, rispondeva alquanto smarrito
- Quale chiodo?
Il Santo, sorridente e buono: - Scusa, sai!... mi pareva di vedere un chiodo che ti fermasse il cappello, perché, passando, non mi salutavi. Tanto bastava per cattivarsi la benevolenza di tutti perché tutti, passandogli innanzi, lo salutassero con premura, affinché non vedesse il chiodo sul cappello

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