Un gancio in mezzo al cielo

giulia-gabrieli1.jpgPuò essere difficile scrivere su argomenti come quelli di cui si è parlato questa sera (24 Marzo 2014) in teatro, non tanto perché non ci siano cose da dire, quanto perché su certi temi è facile cadere nella banalità.

 

All'interno del percorso quaresimale, alla vigilia della nostra festa patronale, in un incontro organizzato dai gruppi adolescenti dell’unità pastorale insieme all’oratorio di Serina, i genitori di Giulia Gabrieli (accompagnati da don Luigi Carminati, nostro compaesano e padre spirituale di Giulia) hanno presentato la storia di loro figlia, una ragazza bergamasca nata nel 1997 e che è "partita per andare dalla mammina Maria" (così a lei piaceva chiamare la Madre del Cielo) nell'Agosto 2009, in seguito ad un sarcoma. 

Le parole dei genitori e quelle della stessa Giulia (della quale è stata riproposta un'intervista di Giugno 2009) hanno offerto un forte spunto di riflessione oltre che un esempio di tenacia e fede. Dal momento della diagnosi in poi la vita di Giulia è stato un turbinio di eventi ed emozioni nella quale non ha mai perso la fede e la determinazione. Le cure, la preghiera, lo studio a casa, a scuola e in ospedale, il pellegrinaggio a Medjugorje, il libro da scrivere, i progetti per il futuro: queste sono state solo alcune delle attività alle quali Giulia si è dedicata durante il periodo della malattia. Tutto questo non apparendo come una sorta di super-eroina, ma come l'amica della porta accanto messa alla prova dalla vita.

Quando persino i ragazzi e le ragazze seduti nelle ultime file della platea del nostro teatro ascoltano in assoluto silenzio ciò che viene detto sul palco, le ipotesi sono due: o sta succedendo qualcosa di talmente noioso che tutti tolgono il cellulare dalla tasca e iniziano a guardare Facebook, oppure si sta verificando qualcosa di così interessante da attirare l'attenzione di tutti (ci sarebbe una terza possibilità, ma non è questo il luogo per trattarla Occhiolino). Dato che di schermi di cellulari accesi non ne ho visti, l'attenzione dei ragazzi era davvero alta. Questo perché è raro sentir parlare un'adolescente di argomenti quali la fede, la malattia e il senso della vita mantenendo la semplicità di una quattordicenne ma andando più in profondità di quanto spesso facciano gli adulti.

Tempo fa ho sentito una storiella/battuta che è più o meno così: "Quando piove, tanti si lamentano per il maltempo, altri Gabrieli-1.jpgimprecano contro non si sa bene chi, altri ancora danno la colpa alla sfortuna, e poi... Beh, poi ci sono quelli che aprono l'ombrello". Giulia con la sua esperienza e il suo esempio ci insegna che davvero dobbiamo solamente aprire l'ombrello, che lamentarsi e subire in maniera passiva le avversità è un errore, dobbiamo invece cercare i lati positivi delle cose e aggrapparci al nostro "gancio in mezzo al cielo" (titolo del libro che Giulia stessa ha scritto). Il "gancio" di Giulia (che invita anche noi ad usare) è stato quello della fede, della preghiera, dell'affetto delle persone care e dell'attenzione al prossimo. Questo gancio le ha permesso di fare progetti per il futuro avendo contemporaneamente sia la speranza di poterli realizzare personalmente, sia la serenità di accettare la possibilità di non avere il tempo e l'occasione di vederli compiuti.

Chi era presente alla serata sa quanti sono stati gli spunti per riflettere e le cose da imparare: l'entusiasmo nelle cose di tutti i giorni, la forza di non arrendersi mai, la serenità nell'accettare ciò che il futuro ci riserva, la capacità di continuare a vedere i lati positivi della vita anche nei momenti più duri.

Per chi non ha potuto partecipare alla serata, il materiale disponibile sull’esperienza di Giulia Gabrieli è facilmente reperibile su internet, cercando con un motore di ricerca, o visitando il blog conGiulia.com. Visitatelo perché c'è davvero da imparare!